giovedì 12 marzo 2009

Africa Renaissance Coffe


La produzione di caffé è fonte di orgoglio per il Burundi per la sua qualità, nota agli specialisti, e per il valore economico. La produzione di caffé costituisce la realtà produttiva più importante del paese: ben l'80% dell’attivo della bilancia commerciale è costituita dal caffé. La coltivazione di una delle migliori specie di arabica, nel mondo, avviene nelle altissime montagne e nelle colline del Burundi. La qualità migliore prende il nome di NGOMA ed è coltivata nelle montagne di Buyenzi, Kirimiro e Mumirwa. La raccolta avviene da aprile a giugno. Il progetto di ART si propone di: - realizzare un marchio che identifichi il caffé burundese prodotto e distribuito nel rispetto di precisi standards (Africa Renaissance) dalla rete, - progettare e realizzare un programma di formazione delle figure strategiche delle associazioni aderenti alla confederazione, - assistere l’associazione dei piccoli produttori nella definizione degli statuti e nello sviluppo organizzativo e miglioramento delle tecniche di coltivazione e delle infrastrutture di produzione, - realizzare corsi di formazione per lo start up di imprese di artigianato che realizzino prodotti da commercializzare nei coffee shop della rete con marchio identificativo. Nell'ambito di questo programma, domenica 8 marzo, il team di ART, con un gruppo di amici appassionati di colture biologiche, ha visitato la torrefazione di Pura Vida Café, a Codroipo (Udine) e realizzato un primo lotto di caffè burundese di alta qualità che sarà proposto in bar specializzati nella proposta di caffé mono origine.

mercoledì 11 febbraio 2009

NATURALMENTE TESSILE e MONDO & MISSIONE PARLANO DI ART

Per vedere i due articoli appena usciti segui i link
Vous trouverez ici les liens avec les deux articles parus récemment
Naturalmente Tessile
Mondo & Missione

martedì 25 novembre 2008

IL VERO VOLTO DELL’AFRICA
Invito all’incontro con un popolo che ricostruisce la pace e la rinascita civile & economica: il Burundi



La settimana di incontri con personaggi chiave del percorso di riconciliazione e rinascita civile ed economica del Burundi si è conclusa e ART è ora impegnata a dare concreto sviluppo alle numerose opportunità di cooperazione individuate. Di seguito vi proponiamo un breve reportage degli eventi e vi diamo appuntamento a fine febbraio per aggiornavi sui risultati delle attività in corso.

Roma 9.12.2008
Ministero degli Esteri
Linee operative per un modello quadro di cooperazione tra Italia e Burundi
Per costruire una partnership strategica e tradurre in azioni esemplari la prospettiva, completamente rinnovata, e la strategia di intervento che emerge dal trattato conclusivo del vertice Africa – UE di Lisbona


Déo Gratias NKINAHAMIRA e Lilia INFELISE
con
Melchior WAGARA [Capo di gabinetto della Presidenza della Repubblica]
Jean Bosco NDIKUMANA [Ministro della Giustizia e Guarda Sigilli]
hanno incontrato Alain Giorgio Maria ECONOMIDES [Ambasciatore e Capo di Gabinetto del Ministero degli Esteri]



Pavia 10.12.2008
Comune di Giussago - Sala Consiliare
La filiera agricola

In un paesaggio surreale, avvolto dalla neve, si è svolto l’incontro tra la comunità di Muramvya e le comunità del Comprensorio Neo-rurale della Certosa.
La proposta di AFRICA RENAISSANCE TIME è di avviare un'azione pilota, un intervento di eccellenza che metta a punto un modello trasferibile per lo sviluppo sostenibile e integrato, incentrato sulla protezione e valorizzazione dell'ambiente naturale e delle comunità, che da millenni vi vivono e al tempo stesso su relazioni eque e trasparenti, un intervento che parta dal mettersi al fianco delle comunità e dei loro leader, per sostenere le scelte consapevoli, operate dalle stesse comunità locali, di un proprio modello di sviluppo, mettere in campo capacità, risorse, relazioni per rendere fattibili azioni che traducano queste scelte in realtà produttive, commerciali e sociali, secondo tempi e modalità originali e proprie di ciascuna comunità, coniugando tecnologie avanzate e tutela degli ecosistemi naturali e antropici.
Nella mattinata è stata sottoscritta una dichiarazione d'intenti per un progetto di gemellaggio che valorizzi l'importanza, per entrambi i territori, del patrimonio agricolo.
Successivamente la delegazione burundese, ha potuto visitare un’oasi naturale, scoprire le nuove dimensioni dell’agricoltura in una società avanzata.





















Brescia 10.12.2008
San Pancrazio
Filartex

Nel pomeriggio gli ospiti burundesi hanno potuto visitare una delle più importanti filature di cotone italiane. La visita a Filartex è stata guidata da Romano BONADEI, autorevole rappresentante della famiglia che gestisce l’azienda dal 1958.
Dopo la visita agli impianti, raggiunti da Daniele BERINGHELI di Filati Maclodio, è stato possibile fare un breve scambio sulle prospettive del settore tessile mondiale, con particolare attenzione alla produzione di fibre naturali, sono state esposte le aspettative burundesi riguardo la privatizzazione della filiera e la produzione nei prossimi anni, si è discusso delle metodologie di coltivazione del cotone e infine è stata presentata e discussa la prospettiva di ART, preparando i presenti ai temi della giornata successiva.

Milano 11.12.2008
Hotel Hilton
La filiera tessile / il cotone

Nella giornata di giovedì si sono svolti i due incontri tematici sulle filiere del cotone e del caffè. La mattinata è stata dedicata al cotone. Sono stati esaminati a fondo le prospettive e strategie ipotizzate da ART e impostate le relazioni per avviare accordi di cooperazione Italia – Burundi.
Si è discussa, con i diretti interessati, una strategia di azione per permettere al Burundi di accrescere la produttività nella filiera del cotone e acquisire un vantaggio competitivo sul mercato internazionale, introducendo un prodotto completamente ‘tracciato’ con marchio di origine controllata “Africa Renaissance Cotton”, in modo da conquistare sul mercato prezzi all’export più elevati e in grado di migliorare in modo misurabile le condizioni di vita dei piccoli produttori, dando loro la possibilità di concorrere alla privatizzazione di COGERCO [Compagnie de Gérence du Coton] ed eventualmente di COTEBU [Complexe Textile du Burundi], insieme a imprenditori burundesi, anche residenti all’estero, ed italiani.
Il progetto potrebbe apportare notevoli benefici al Burundi e al tempo stesso costituire un’iniziativa economicamente sostenibile, un modello di business development di nuova generazione nella filiera tessile.

Milano 11.12.2008
Hotel Hilton
La filiera del caffè in Burundi
Il Burundi, noto come il cuore dell’Africa e come il paese delle mille colline, ha un clima e un terreno ideali per la produzione di caffé. Le sue qualità prodotte in alta montagna sono caratterizzate da una brillante acidità. Il paese è dotato di solide e ben gestite infrastrutture logistiche e di trasformazione e produce un caffé squisito, che identifica la raffinata identità di questa comunità.

Una guerra fortunatamente conclusa, durata più di dieci anni, reazione di popolo ad una dittatura spietata, ha impedito a questo paese produttore di uno dei migliori caffé al mondo (96% della produzione è costituito da Arabica e il 4% da Robusta, per l’80% è full washed) di conquistare nel mercato internazionale degli speciality coffee, una posizione adeguata alla prestigiosa qualità del suo caffé. Oggi, il percorso di pacificazione, tra i più solidi della regione dei Grandi Laghi, il processo di liberalizzazione e privatizzazione, ormai quasi concluso, permette di avviare progetti di reciproco interesse per questo paese e per produttori di speciality coffee italiani.
L’incontro si proponeva di promuovere un progetto pilota per permettere al Burundi di acquisire un vantaggio competitivo sul mercato internazionale degli speciality coffee, introducendo un prodotto completamente ‘tracciato’ con marchio di origine controllata “Africa Renaissance Coffee”, in modo da conquistare sul mercato prezzi all’export più elevati e in grado di migliorare in modo misurabile le condizioni di vita dei piccoli produttori.

Il progetto si propone di apportare notevoli benefici al Burundi e al tempo stesso costituire un’iniziativa economicamente sostenibile, un modello di business development, di nuova generazione, sull’esempio del progetto Tierra realizzato da Lavazza oppure del progetto PEARL condotto dall’Institute of Agricolture della State University del Michigan.


Milano 12.12.2008
Palazzo Pirelli - Sala Giò Ponti
Il vero volto dell’Africa invito all’incontro con un popolo che ricostruisce la pace e la rinascita civile & economica: IL BURUNDI

Il seminario è stato proposto per creare un’esperienza di incontro diretto con alcuni tra i più significativi attori chiave del processo di pacificazione e rinascita del Burundi, con i quali il progetto “Sviluppo Endogeno”, approvato con dgr n. VIII/6831 del 19 marzo 2008 dalla Regione Lombardia, ha permesso di creare una condivisione di prospettive e un piano di possibili azioni comuni. In particolare:
- favorire un reciproco ascolto e scambio di esperienze;
- ricercare i punti che accomunano le diverse prospettive e piani di azione;
- studiare tutte le possibili forme per tradurre in pratiche esemplari la nuova visione sancita dal documento conclusivo del vertice di Lisbona;
- instaurare un dialogo tra tutti gli stakeholder, in una prospettiva di alleanza e condivisione tra i due Paesi.


Sono intervenuti:

Abdul NZEYIMANA - Presidente del consiglio di amministrazione di COGERCO e COTEBU
Adriana MENDINI - Centro per la formazione alla solidarietà internazionale di Trento
Alessandro TINELLI - Responsabile Comunicazione e Sviluppo Strategico ARTES
Anna POZZI - Giornalista di Mondo e Missione
Anna Laura ORRICO - Volontaria associazione Africa Renaissance Time
Alain Giorgio Maria ECONOMIDES – Ambasciatore e capo di Gabinetto Ministero degli Affari esteri
Alan FERRARI - Comitato di Direzione AISLO
Beatrice UMUHEVYI
- Centro per la formazione alla solidarietà internazionale di Trento
Caterina FARAO - Comitato di Direzione AISLO
Claudia BRAMBILLA - AISLO Milano
Cristina RIZZELLI - AISLO Milano
Francesca PILOTTI - Segreteria della Presidenza ARTES
Daniele BERINGHELI - Responsabile aziendale R&D progetti speciali Filati Maclodio
Déo Gratias NKINAHAMIRA - Presidente di Africa Renaissance Time
Didem OZONARAN - Collaboratrice CIRIG Centro Dipartimentale per la ricerca e l'intervento sui gruppi
Ermanno BOCCALARI - Dirigente di prima fascia Regione Lombardia
Evariste NGAYEMPORE - Direttore Generale -OCIBU
Graciose NDAYISENGA - Sindaco di Kiganda
Herman NSAVYIMANA - Deputato, Rappresentante del popolo
Jean HAKIZIMANA - Direttore Generale di COTEBU - Complexe Textile du Burundi
Jean Bosco NDIKUMANA - Ministro della Giustizia e Guarda Sigilli, membro nucleo strategico ART
Jenny CAPUANO - Direttice del Centro per la formazione alla solidarietà internazionale di Trento
Laurent NKURIKIYE - Vice Presidente CDA OCIBU - Direttore Generale SOGESTAL
Lilia INFELISE - Presidente dell’Istituto di ricerca ARTES e Vicepresidente ART
Leonardo LELLI - Torrefazione Caffè Lelli Srl
Léopold MANIRAKIZA - Generale di COGERCO - Compagnie de Gérence du Coton
Macaire NTIRANDEKURA - Presidente CNAC
Maria IOELE -
Presidenza U.O. Relazioni Internazionali
Marili FRANZONI - Franzoni SpA
Mario LAZZERI - D’Apolonia SpA
Melchior WAGARA - Capo di gabinetto della Presidenza della Repubblica
Oscar NDAYIZIGA - Governatore di Muramvya
Oscar NDIZEYE - Parlamentare di Muramvya e Presidente del Consiglio Comunale
Paolo FOGLIA - Responsabile Certificazioni area no food ICEA
Riccardo BARLAAM - Giornalista, esperto di Africa, Il Sole 24 Ore
Robi RONZA - Delegato del Presidente per le Relazioni Internazionali
Romano BONADEI - Presidente della Fondazione Industrie Cotone e Lino - membro della giunta
SMI, Sistema Moda Italia, Federazione tessile e moda
Stefano MOLLICA - Presidente AISLO

Tiziana PATRONO - Presidenza U.O. Relazioni Internazionali

martedì 9 settembre 2008

Sono arrivati gli studenti burundesi

Dopo due anni di lavoro preparatorio è finalmente partito il progetto che vede cooperare Africa Renaissance Time - ART e l'Università della Calabrai - UNICAL : "Accoglienza in percorsi di alta formazione di giovani provenienti da regioni fragili e che hanno sofferto per conflitti, in particolare, conflitti che contrappongono componenti di uno stesso popolo".

Dopo un lungo viaggio che da Bujumbura li ha portati a Brusselles e poi a Bologna, i 5 studenti sono stati accompagnati dal prof. Déo Nkinahamira in Calabria. I ragazzi sono stati accolti nella sede ARTES - ART di Trasia, in provincia di Cosenza, e stamane sono stati accompagnati nel campus dell'UNICAL dove la Direzione del Centro Residenziale ha preparato loro un'accoglienza attenta ed efficiente.
Il progetto messo a punto da Africa Renaissance Time, grazie anche al supporto di ARTES, ha l'obiettivo di sostenere il percorso di formazione intellettuale, culturale e professionale, e il legame stabile con il Paese di provenienza, con attenzione a promuovere le capacità delle giovani generazioni burundesi e della regione dei Grandi Laghi di contribuire attivamente al processo di riconciliazione e di pacificazione. Il progetto prevede la frequenza di corsi di laurea triennale, e al tempo stesso, un percorso appositamente studiato per sviluppare cometenze di animazione dello sviluppo locale in aree fragili e che affrontano difficili processi di riconciliazione e pacificazione.
Domani è prevista la prima riunione del team didattico UNICAL - ART che accompagnerà ogni singolo studente burundese nel percorso di formazione universitario e personale nell'arco di questo primo anno accademico presso l'Ateneo calabrese.

sabato 30 agosto 2008

Sintesi dei risultati della missione in Burundi

In una recente intervista Marguerite Barankitse, premio internazionale ONU per i rifugiati, fondatrice della Maison Shalom in Burundi, sostiene:
La comunità internazionale e l’Occidente soprattutto perché l’Europa è la prima “vicina” dell’Africa, devono considerare come propri i problemi dell’Africa. Quando la casa del vicino brucia, uno non può disinteressarsi, perché l’incendio finirebbe per estendersi anche alla sua casa. Per i poveri dell’Africa diventa difficile sopportare la loro povertà, la fame, quando vedono la ricchezza dell’Europa, e allora tentano di venire da voi. Si possono erigere tutti gli ostacoli, tutti i muri possibili, ma non si potranno fermare questi poveri. Paradossalmente, quindi, il problema in futuro rischia di divenire più grave per l’Europa che non per l’Africa. A meno che l’Europa si faccia carico seriamente dei problemi del nostro continente
La missione in Burundi realizzata da ART, a partire dal 23 giugno al 23 luglio 2008, nonostante le preoccupazioni in merito alla sicurezza, originate dalla crisi insorta il 17 aprile 2008, ha luogo entro questa convinta visione in merito alla necessità di ‘farsi carico ’, di cui parla Marguerite Barankitse e ci permette di prospettare ragioni e obiettivi di un possibile intervento Italiano, non come impegno unilaterale, bensì come esito di un dialogo franco e un incontro diretto con i protagonisti.

Il secondo elemento a fondamento della missione è la convinzione che non basti convenire sulla necessità di farsi carico, occorre farlo nel tempo opportuno.
In merito al tempo opportuno, vogliamo richiamare quanto ha sostenuto Anders Lidén, presidente della Commissione di Consolidamento della Pace per il Burundi e rappresentante svedese alle Nazioni Unite, nella sessione del 27 agosto: la consolidation de la paix dans le pays dépend de la tenue d’élections justes en 2010.

Africa Renaissance Time, sin dalla sua fondazione, dicembre 2006, opera per promuovere l’interesse Italiano ad un intervento tempestivo nella regione a partire dal Burundi, ritenendo che un tale intervento avrebbe un ruolo chiave nella stabilizzazione dell’intera area. Un tale intervento risponderebbe allo spirito più profondo della nostra costituzione, ovvero di prevenire la guerra, piuttosto che intervenire quando ormai il fuoco del conflitto divampa e distrugge preziosi sforzi fatti dalle popolazioni in favore della democrazia e della pace, dopo anni di terribili conflitti.
La missione in Burundi conclusa da ART il 23 luglio scorso conferma la necessità di mettersi al fianco, da subito, di queste popolazioni che tanto hanno fatto per ristabilire la pace, accompagnandole nei prossimi due anni che porteranno ad elezioni democratiche dopo un delicato processo di democratizzazione, riconciliazione e pacificazione unico nella storia di questo paese e di questa regione. Il documentario in preparazione riporterà le immagini e le voci dirette, più eloquenti di ogni rapporto tecnico.
In questo paese piccolo quanto una delle regioni italiane più grandi, ma con un ruolo geopolitico cruciale, per la regione dei Grandi Laghi e dell’East African Community, ne siamo certi, la cultura e esperienza italiana migliore di cooperativismo e di sussidiarietà troverebbe un terreno fertile e pronto.

La missione svolta ci ha permesso di riconoscere:

  • una natura di incredibile bellezza;
  • un contesto antropico preservato intatto nei caratteri originali e fondativi di un’identità di un popolo, forse a causa dell’abbandono di cui hanno sofferto queste comunità.

Insieme al patrimonio ambientale abbiamo scoperto un vero patrimonio umano, una popolazione operosa, profondamente dignitosa, non annichilita da decenni di privazioni e indigenza, profondamente legata alla natura, da cui integralmente dipende.

Abbiamo trovato un’intatta dimensione comunitaria, una speranza ingenua e una determinazione a uscire dalla incredibile indigenza che rende sempre più difficile mettere a frutto le risorse agricole e la persistente generosità della natura.

Riteniamo prioritario sottolineare un dato emerso dalla missione sul campo: nella regione da noi visitata, Muramvya, vi sono oggi tutte le condizioni per avviare un’azione esemplare che esperimenti un nuovo modello di organizzazione sociale ed economica, fondata sulla dimensione comunitaria.

Riteniamo sia possibile mettere alla prova un modello di sviluppo economico fondato sulla capacità di condividere risorse e risultati senza penalizzare lo spirito di intrapresa personale. Si tratterebbe di consolidare un modello di organizzazione sociale ed economico già praticato con naturalezza dalla popolazione, secondo le antiche tradizioni comunitarie.

Nel corso degli incontri con le comunità dei cinque comuni di Muramvya con chiarezza, insieme al Governatore della Provincia e al parlamentare membro della Commissione Sviluppo Locale, abbiamo messo in luce la prospettiva di intervento:

- un sostegno alle comunità perché esse stesse scelgano priorità di intervento e operino in una logica di sviluppo sostenibile, da protagonisti e non da assegnatari passivi di aiuti.

Agli incontri nei cinque comuni la popolazione partecipava attivamente, interveniva numerosa, con analisi e proposte.

La nostra diretta verifica sul campo mette in luce una vocazione spiccata della regione per alcune filiere produttive:
1. ortofrutticoltura - si producono nella provincia ortaggi, caffè, tè, frutta mediterranea ed esotica di eccellente qualità;
2. florivivaismo - un clima particolarmente favorevole permetterebbe produzioni di pregio a bassissimi costi di energia e con alcun negativo impatto ambientale;
3. allevamento - tradizionalmente l’allevamento bovino si affiancava a quello suino, ovino, caprino; oggi a causa dell’estrema povertà, la popolazione privilegia l’allevamento suino, perché meno costoso rispetto a quello bovino; in una logica di modello integrato di sviluppo, con forte attenzione alla tutela e valorizzazione dell’ambiente occorrerebbe prestare attenzione alle compatibilità tra allevamento suino e turismo in una stessa zona;
4. lavorazione delle argille rosse - particolarmente per la produzione di mattoni, tegole e altri materiali in terracotta per l’edilizia,
5. attività artigianali in genere - con particolare riguardo alla lavorazione dei materiali locali: oggettistica e mobili in legno, terre cotte, cesti,
6. turismo - a sfondo storico e naturalistico.

Nel corso degli incontri abbiamo chiarito che non eravamo portatori di aiuti in senso tradizionale, ma soprattutto di risorse che li aiutassero a produrre meglio e di più e soprattutto ci proponevamo di favorire la formazione tecnico professionale.
Non ci hanno chiesto quindi grandi opere, ci hanno chiesto sostegno alla apertura di relazioni che li togliessero da un isolamento e perifericità avvertiti come una delle componenti più importanti della povertà, ci hanno chiesto opportunità di educazione e formazione insieme a risorse indispensabili al loro deciso spirito di autonomia e imprenditorialità.
Ci hanno detto di essere in grado con i ‘lavori comunitari’ di costruirsi le scuole, i banchi, anche le strade, ma mancano di alcune risorse essenziali, i mezzi per trasportare prima ancora di strade migliori, gli insegnanti per formare scuole secondarie ed università. I consiglieri tecnici inseriti nei consigli di ogni comune dalla legge di pianificazione comunale sono intervenuti stabilmente agli incontri, chiedendo libri, progetti esemplari, da cui apprendere, stabili rapporti di confronto sulle tecniche di produzione, sulle fonti di informazioni.

Non ce lo hanno chiesto ma è risultato evidente che il primo intervento dovrebbe riguardare una postazione internet efficace in ogni comune su cui poggiare numerosi servizi essenziali, non ultimi, assistenza sanitaria e formazione a distanza.
Abbiamo constatato che ci sono opportunità, risorse, ma non si hanno conoscenze, relazioni, e adeguati canali di comunicazione; abbiamo avvertito un senso di forte isolamento fortunatamente ancora abbinato alla volontà di entrare in contatto con altre realtà, per conoscere, per apprendere.

Gli accordi sottoscritti con gli amministratori locali sanciscono un modello fondato su reciproci impegni:
1. il coinvolgimento attivo, consapevole e responsabile della popolazione per la definizione dei bisogni, nella determinazione delle priorità, nel monitoraggio e valutazione degli interventi;
2. la selezione, con metodi trasparenti, di un nucleo di membri dei consigli comunali e esponenti delle associazioni dei produttori e la loro formazione perché possano partecipare con esperti italiani alla progettazione di un programma integrato di sviluppo.

Gli accordi definiscono con chiarezza un possibile piano di intervento.

  • sviluppo di risorse energetiche rinnovabili che rispettino pienamente l’ambiente;
  • il rafforzamento del modello cooperativo di produzione, attraverso il sostegno alle associazioni dei produttori, particolarmente per migliorare la produttività (migliori sementi, tecniche e mezzi di produzione agricola), garantire sistemi adeguati di conservazione dei prodotti, la trasformazione e commercializzazione con strategie di mercato che garantiscano prezzi remunerativi;
  • la creazione di uno schema di micro finanza che dia adeguate risorse alle associazioni per il rafforzamento delle capacità produttive;
  • la creazione di un grande centro di conservazione dei prodotti e di un centro commerciale a Bujumbura dove vendere i prodotti raccolti dalle diverse associazioni e cooperative di produzione.

Insieme a questi interventi focalizzati sull’innalzamento delle capacità di produrre, la popolazione ha messo poi in evidenza un’ urgente bisogno di interventi infrastrutturali, di natura tangibile e intangibile: acqua potabile, strade, un ospedale collegato a una rete mobile di assistenza territoriale (Renga è suggerita come sede dell’insediamento ospedaliero), scuole secondarie e università, una valorizzazione dei siti storici che costituiscano sia forme di ricostruzione dell’identità delle comunità, sia motivo di attrazione turistica.

La missione si è concentrata poi su due filiere produttive, quella del caffè e del cotone ed ha permesso di affrontare, solo in misura limitata le filiere turistiche e dell’artigianato d’arte, per cui esistono eccellenti opportunità.

In proposito relazioni tecniche specifiche sono in corso di elaborazione. Esse si propongono di fornire le prime informazioni di contesto sulle cui basi promuovere l’interesse di imprese italiane e favorire incontri tra imprese italiane e attori chiave burundesi, in occasione del programmato seminario destinato alla presentazione dei risultati della missione .
Al nostro rientro dalla missione è iniziato un grosso lavoro di raccolta del materiale multimediale realizzato durante il viaggio. Sui siti di flickr e youtube, digitando Africa Renaissance Time, troverete le immagini e i video realizzati durante la missione.

lunedì 21 luglio 2008

Si intensificano gli incontri prima della partenza, si prepara il piano di lavoro



La nostra missione volge al termine e tutto si intensifica, visitiamo la stazione SODECO dove si lavora il caffè che viene dalle stazioni di lavaggio, guidati da un giovane agronomo che è rientrato al termine della guerra civile, dopo essersi formato in Costa d’Avorio e poi in Inghilterra. Parliamo con lui del nostro modello di intervento nelle filiere del caffè e del cotone: realizzare prodotti di alta qualità, con un marchio che ne renda riconoscibile origine e nuovo modello produttivo, da proporre su mercati di nicchia internazionali e che si distinguano dagli altri, perché nascono dal coinvolgimento dei produttori e consentono la loro partecipazione ai risultati economici dell’intero processo.

Incontriamo quindi nuovamente il direttore generale della COGERCO, la società che coordina l’intera filiera di produzione del cotone e il presidente del consiglio di amministrazione. Concordiamo che organizzeremo una loro visita in Italia. Andiamo quindi all’Ufficio del Turismo, il direttore è un appassionato e profondo conoscitore del paese; con la fine del conflitto sono impegnati a dare un forte slancio al turismo e all’artigianato di qualità; stanno contattando tour operator interessati e sono in programma due visite, una a fine agosto, l’altra in dicembre. Ci accompagna al centro di vendita dell’artigianato burundese che sta organizzando; è ben curato, gli oggetti sono esposti con gusto in belle vetrine in cui primeggiano materiali naturali, il legno innanzitutto. acquistiamo miele e oggetti di artigianato del legno e della cesteria.

Finalmente ottengo la possibilità di incontrare e intervistare una delle persone più vicine ad Agathon RWASA, attuale capo dell’FNL. Ci incontriamo nel nostro albergo, è accompagnato da guardie del corpo sudafricane.
Ho preparato con cura l’intervista, partiamo dalla domanda sulle origini del movimento Palipehutu, ci soffermiamo sugli obiettivi politici, sul loro iniziale impegno per una negoziazione politica e quindi parliamo della scelta per la lotta armata e delle relazioni con la popolazione. Gli chiedo se hanno giocato un ruolo e quale nella vittoria e, quindi, nella sconfitta di Melchior Ndadaye e se non pensano che la carenza di un accordo, oggi, tra FNL e il partito di maggioranza possa generare situazioni di conflitto. Andiamo a fondo su molti temi, mi risponde con franchezza e convinzione.

La sera ci attende a casa sua Jérémie Ngendakumana, presidente dell’CNDD-FDD, partito di maggioranza e che guida il paese con un governo a vasta coalizione, come voluto dagli accordi di pace. La nostra amicizia è iniziata lo scorso agosto, in occasione della sua partecipazione alla 28° edizione del Meeting per l’amicizia tra i popoli, come rappresentante del Presidente della Repubblica. Facilita il dialogo approfondito la serata trascorsa accolti nell’intimità della famiglia, riunita dopo la forzata e lunga separazione, dovuta alla clandestinità, affacciati su un magnifico scenario della Bujumbura notturna e ampiamente illuminata. Discutiamo di una scuola di specializzazione per i giornalisti che accompagni, promuovendolo, il dibattito politico in preparazione delle elezioni politiche del 2010, una scuola per tutti, senza distinzione, integrata con animazione di dibattiti e collegamenti in diretta.

Il giorno dopo ci attende il team dei consiglieri del comune di Muramvya e il Governatore della provincia, Oscar Ndayiziga. Dopo l’ultima riunione, firmiamo la dichiarazione di intenti che definisce una comune visione e le priorità per cui Africa Renaissance Time lavorerà, al rientro in Italia. Hanno organizzato i giovani del gruppo di danzatori (tambourinaires) per il saluto finale e per proporre una loro tournee in Europa, a partire dall’Italia: si esibiranno per noi in una danza guidata dal rullo dei tamburi (il tamburo ci spiegherà Déo è il simbolo della sacralità della corona reale, dell’unità del popolo burundese).

Hanno scelto con cura il luogo: la sommità di una collina da cui si dominano le vallate circostanti; è il luogo più caro all’ultimo sovrano (prima dell’avvento della dittatura) dove egli aveva piantato un albero che rimane unico segno di una storia, in gran parte, volutamente cancellata dai dittatori che si sono succeduti.
La manifestazione inizia con la percussione dei tamburi, un suono forte che esprime una determinazione profonda, un carattere forte e appassionato. Déo, ritrova i suoni ei luoghi in cui è stato bambino e adolescente, a fianco del padre governatore della provincia, su mandato del re; si unisce d’istinto alle danze e al suono. Qualcuno mette nelle mani di Lilia gli strumenti di percussione.

L’unica aspirazione rende naturale l’inserirsi nel ritmo.
Rientriamo a Bujumbura, ci concediamo un breve spazio di tempo per rifocillarci a casa di Dèo; finalmente troviamo il tempo di ripercorrere con lui i terribili momenti dal ‘93 al ‘96, quando, da uomo d’affari influente, decise tra i primi di sostenere la candidatura di Melchior Ndadaye alla presidenza della repubblica, influendo in modo determinante sulle speranze di vittoria e di come, una volta parlamentare, estensore della proposta di riforma delle forze armate e membro autorevole della commissione per la sicurezza e la difesa nazionali, divenne bersaglio di ripetuti tentativi di assassinio.

In molti passi di questa missione, la storia di Déo Gratias Nkinahamira era emersa, raccontata da testimoni oculari, ora troviamo la forza di parlarne con lui, ripercorrendo i segni tangibili impressi dalle pallottole e dalle granate, nelle pareti della sua casa.
In aeroporto viene a salutarci il parlamentare Oscar Ndizeye: ci lega ormai un’amicizia operosa. Torneremo in Italia con un impegno forte per costruire una rete di alleanze, una grande rete di innovatori, impegnati con noi a costruire un’esperienza esemplare per la Regione dei Grandi Laghi, partendo da questo straordinario paese nel cuore dell’Africa.
Il viaggio aereo da Bujumbura a Bruxelles e poi a Bologna durerà dalle 19,50 alle 11,20 del giorno successivo. Ci scambiamo poche parole, abbiamo un dialogo interno troppo profondo, non c’e spazio, per ora, per altro.

Il nostro diario si chiude, abbiamo appena ricevuto il messaggio di Mianda, la giovane donna sfuggita alla guerra nel Kivu, che vive profuga a Parigi e incontrata sul volo da Bruxelles a Bujumbura. Si preparano le prime condizioni per allargare ad altri territori della Regione dei Grandi Laghi l’esperienza iniziata in Burundi, ad aprirci la porta è una donna e ne siamo felici.

sabato 19 luglio 2008

Incontro con i media e un membro del governo


Sabato è dedicato al riposo, alla riflessione. Abbiamo cambiato hotel, siamo all’Hotel du Lac, un luogo storico: ospitò per alcuni mesi i sopravvissuti membri del parlamento e del governo formato da Melchior Ndadaye. Domenica ci attende un’agenda intensa: un incontro con i giornalisti nel corso del quale l’on. Oscar Ndizeye, membro dell’assemblea nazionale che ci ha accompagnato nel corso della visita ai cinque comuni della provincia, leggerà una dichiarazione e Dèo rilascerà un’ intervista radiofonica a una delle radio più ascoltate nel paese, REMA FM.

Terminato l’incontro con i giornalisti, ci attende il pranzo istituzionale con un autorevole membro del governo che ci presenta in modo franco e appassionato la sua prospettiva: il paese è stato abbandonato, lasciato solo da una elite ingorda ed arrogante, oggi tutto è da ricostruire: l’unità del popolo burundese, la volontà e la speranza di poter essere nuovamente un'unica comunità, capace di prendersi cura di tutto il paese, ricucendo le divisioni tra città e campagna, riducendo le distanze tra classi dirigen
ti privilegiate e popolazioni deprivate dell’essenziale. Un percorso non semplice che non è possibile concludere nei pochi anni che separano dalle elezioni del 2010. “il nostro popolo vede e capisce”, ci dice il ministro e prosegue: “c’è un abisso tra l’abbandono di quasi mezzo secolo e la cura di cui i più deboli si sentono oggi oggetto, nonostante le innegabili difficoltà dell’immenso bisogno ereditato. Il paese è un cantiere” prosegue,” ovunque si costruisce un’opera, le scuole dell’obbligo sono per la prima volta gratuite, così come la sanità, sino ai cinque anni di vita”.
Ci confermerà analisi, programmi e speranze, uno dei massimi leader del paese che incontreremo prima di partire, in una serata trascorsa accolti nell’intimità della famiglia, riunita dopo la forzata e lunga separazione, dovuta alla clandestinità, affacciati su un magnifico scenario della Bujumbura notturna e ampiamente illuminata.